I primi romani a Valmontone hanno una sezione tutta loro nel menu del Ristorante MŌS: si chiama Primi della tradizione e mette in fila carbonara, gricia, cacio e pepe e amatriciana, a 14 € ciascuno. Sono i quattro piatti che chiunque nel Lazio crede di conoscere, e proprio per questo sono i più facili da sbagliare. In questo articolo ti raccontiamo come nascono, cosa li distingue e come li serviamo nel casale di Borgo Imperiale.
Cosa sono i primi romani della tradizione
I primi romani della tradizione sono quattro paste costruite sugli stessi pochi ingredienti: pecorino romano e pepe, a cui si aggiungono, a seconda del piatto, guanciale, uova o pomodoro. Più che quattro ricette diverse, sono una famiglia.
Il punto di partenza è la cacio e pepe: pecorino, pepe e acqua di cottura. Aggiungi il guanciale e ottieni la gricia. Dalla gricia nascono le altre due: con il pomodoro diventa amatriciana, con l’uovo diventa carbonara. Il filo che le tiene insieme è il pecorino, protagonista della cucina di queste terre, di cui abbiamo raccontato la storia nell’articolo dedicato al Pecorino Romano e alle sue origini.
Con così pochi ingredienti non c’è una salsa che copre gli errori: contano la qualità delle materie prime, la temperatura, i tempi e la mantecatura.
4 primi romani, 4 ricette da non confondere
Carbonara, gricia, cacio e pepe e amatriciana si distinguono per un solo ingrediente alla volta, e ogni aggiunta cambia completamente il piatto. Ecco come riconoscerli.
Carbonara
Guanciale, tuorli d’uovo, pecorino romano e pepe nero. La crema si forma fuori dal fuoco, con il calore della pasta e un po’ d’acqua di cottura: se la temperatura è troppo alta l’uovo si rapprende e diventa frittata. È il primo romano più conosciuto al mondo e anche il più imitato.
Gricia
Guanciale, pecorino romano e pepe. Nient’altro. Fuori dal Lazio è la meno famosa delle quattro, ma è spesso considerata l’antenata dell’amatriciana. Il guanciale rosolato rilascia il grasso che, insieme al pecorino e all’acqua di cottura, crea la cremosità del piatto.
Cacio e pepe
Tre ingredienti: pecorino romano, pepe nero e l’acqua di cottura della pasta. Sulla carta è la più semplice, in cucina è la più tecnica: se il formaggio si scalda troppo fa grumi invece di diventare crema.
Amatriciana
Guanciale, pomodoro e pecorino. Nata ad Amatrice e adottata da Roma, dal 2020 è riconosciuta dall’Unione Europea come Amatriciana Tradizionale STG, Specialità Tradizionale Garantita. È il più “rotondo” dei quattro primi, quello che mette d’accordo anche chi cerca sapori meno intensi.
Le 3 false credenze che rovinano i primi romani
Panna nella carbonara, pancetta al posto del guanciale e formaggi diversi dal pecorino sono le tre scorciatoie che cambiano di più il sapore dei primi romani. Spesso nascono da ricette adattate per l’estero o da cucine che cercano di semplificare.
1. “La carbonara si fa con la panna”
La ricetta romana non prevede panna. La cremosità arriva dai tuorli emulsionati con il pecorino e l’acqua di cottura. La panna rende il piatto più pesante e copre il sapore del guanciale.
2. “Guanciale o pancetta è lo stesso”
Non lo è. Il guanciale viene dalla guancia del maiale, ha una parte grassa più abbondante e un sapore più intenso. In cottura diventa croccante fuori e morbido dentro, e il suo grasso è parte del condimento. La pancetta dà un risultato più asciutto e meno profumato.
3. “Un formaggio grattugiato vale l’altro”
Nei primi romani il formaggio è il pecorino romano, sapido e deciso. Il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano DOP ne definisce zona di produzione e caratteristiche. Sostituirlo con altri formaggi grattugiati cambia l’equilibrio del piatto.
Tradizione e innovazione: la stessa pasta, riletta dal MŌS
Al Ristorante MŌS i primi romani si possono ordinare in due versioni: quella classica, nella sezione Primi della tradizione, e quella riletta dalla cucina, nella sezione Primi del menu. È il senso del sottotitolo del ristorante, Innovazione e Tradizione.
Chi conosce la cacio e pepe la ritroverà, per esempio, nei Ravioli doppio ripieno cacio e pepe, gamberi, aria di lime e carciofi croccanti (24 €): il ripieno parte dal classico romano e incontra il mare e il carciofo, un altro simbolo della cucina laziale. Oppure nel Gnocco di tritello della tradizione con alici, noci, limone e Pecorino Romano DOP (18 €).
Il nostro consiglio per chi viene la prima volta: se siete in due, ordinate un primo della tradizione e uno rivisitato e assaggiateli entrambi. È il modo più diretto per capire la nostra cucina. Trovi tutti i piatti e gli allergeni nel menu del Ristorante MŌS.
Dove mangiare i primi romani a Valmontone: il casale di Borgo Imperiale
Il Ristorante MŌS si trova all’interno dell’Agriturismo Borgo Imperiale, in via Genazzano, a pochi minuti d’auto dal centro di Valmontone. La sala è ricavata in un antico casale che conserva gli elementi originali, come i pavimenti storici, con una cucina a vista da cui si vedono preparare i piatti.
Il contesto cambia il modo di mangiare un piatto semplice: la carbonara resta la carbonara, ma la si gusta con calma, circondati dal verde della campagna, senza il ritmo della trattoria affollata. Se cerchi un ristorante a Valmontone immerso nel verde per il pranzo della domenica o una cena che vada oltre il solito, i primi della tradizione sono il punto di partenza più sicuro.
Anche le famiglie trovano il loro spazio: il menu ha una sezione Piatti per i più piccoli, con penne di grano duro al pomodoro e basilico (11 €) e cotoletta di pollo con patatine fritte (14 €).
Prenota i primi romani al Ristorante MŌS
Per assaggiare carbonara, gricia, cacio e pepe e amatriciana al MŌS è consigliata la prenotazione, soprattutto nel fine settimana. Puoi prenotare il tuo tavolo al Ristorante MŌS di Borgo Imperiale e, se hai esigenze alimentari o allergie, segnalarle al momento della prenotazione.
Domande frequenti
Dove mangiare primi romani a Valmontone? Al Ristorante MŌS, all’interno dell’Agriturismo Borgo Imperiale in via Genazzano, a pochi minuti dal centro di Valmontone. Il menu ha una sezione dedicata ai primi romani della tradizione con carbonara, gricia, cacio e pepe e amatriciana, serviti in un casale storico con cucina a vista, immerso nella campagna. Accanto ai classici ci sono primi che rileggono gli stessi sapori, come i ravioli doppio ripieno cacio e pepe.
Quanto costano i primi romani al Ristorante MŌS? I quattro primi romani della tradizione del Ristorante MŌS, cioè carbonara, amatriciana, cacio e pepe e gricia, costano 14 euro ciascuno. I primi rivisitati dalla cucina hanno prezzi diversi: per esempio i ravioli doppio ripieno cacio e pepe con gamberi costano 24 euro. I prezzi possono variare con gli aggiornamenti del menu, consultabile sul sito di Borgo Imperiale.
La carbonara tradizionale romana si fa con la panna? No. La carbonara romana tradizionale non prevede panna. Gli ingredienti sono guanciale, tuorli d’uovo, pecorino romano e pepe nero. La cremosità si ottiene emulsionando i tuorli con il pecorino e un po’ di acqua di cottura, fuori dal fuoco, così che l’uovo non si rapprenda. La panna rende il piatto più pesante e copre il sapore del guanciale.
Che differenza c’è tra gricia e amatriciana? L’unica differenza è il pomodoro. La gricia si prepara con guanciale, pecorino romano e pepe; l’amatriciana aggiunge il pomodoro alla stessa base di guanciale e pecorino. Per questo la gricia è spesso considerata l’antenata dell’amatriciana. Dal 2020 l’Amatriciana Tradizionale è riconosciuta dall’Unione Europea come Specialità Tradizionale Garantita (STG).
Guanciale o pancetta: cosa si usa nei primi romani? Nei primi romani tradizionali si usa il guanciale, non la pancetta. Il guanciale viene dalla guancia del maiale, ha una parte grassa più abbondante e un sapore più intenso. In cottura diventa croccante fuori e morbido dentro, e il suo grasso fa parte del condimento. Carbonara, gricia e amatriciana cambiano sensibilmente se il guanciale viene sostituito con la pancetta.
Quali allergeni contengono i primi romani del MŌS? Nel menu del Ristorante MŌS i quattro primi romani della tradizione riportano gli allergeni 1, 3 e 7 secondo la numerazione del Regolamento UE 1169/2011: cereali contenenti glutine, uova e latte. Ogni piatto del menu indica i propri allergeni. Chi ha allergie o intolleranze deve segnalarle al personale al momento della prenotazione o dell’ordine.
Ci sono piatti per bambini al Ristorante MŌS di Valmontone? Sì. Il menu del Ristorante MŌS ha una sezione Piatti per i più piccoli con penne di grano duro al pomodoro e basilico a 11 euro e cotoletta di pollo con patatine fritte a 14 euro. Il ristorante si trova dentro l’Agriturismo Borgo Imperiale, immerso nel verde, ed è adatto a un pranzo in famiglia.
Ristorante MŌS — Agriturismo Borgo Imperiale, Valmontone | agriturismoborgoimperiale.it
